Living Light: la pianta che si illumina

Living Light: la pianta che si illumina
LIVING LIGHT È LA LAMPADA CHE SI ACCENDE GRAZIE SOLO AD UNA PIANTA.

L’avreste mai detto? Scopriamo insieme le ultime novità nella produzione di energia ricavata dalle piante. Una designer e una start-up olandesi hanno inventato Living Light, una pianta che s’illuminaScopriamo insieme:

  1. cos’è e come funziona;
  2. pro e contro di Living Light;
  3. come il produrre energia dalle piante sia, non solo il nostro futuro, ma anche quello del pianeta stesso

Living Light è una lampada che funziona grazie ad una pianta. O, se preferite, un vegetale che si illumina. È la pianta stessa a generare l’energia necessaria per farla funzionare; energia pulita e sostenibile, senza batterie o corrente elettrica. Living Light è l’idea di Ermi Van Oers, designer olandese, in collaborazione con Plant-e, una start-up che trasforma le piante in fornitrici d’energia.

Come ricavare energia dalle piante

Come funziona Living Light?
Tutto questo è possibile grazie alla fotosintesi: il processo chimico con cui le piante producono sostante organiche e reazioni chimiche grazie alla luce solare. Con la fotosintesi le piante crescono e fioriscono, generando protoni ed elettroni che a loro volta creano elettricità. Van Oers e Plant-e hanno realizzato una cella a combustibile microbico-vegetale, cioè un piccolo vano in cui gli elettroni si separano dai protoni e poi scorrono in un filo, trasformandosi in energia.

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La pianta, inserita in un vaso trasparente con la cella alla base, si illumina quando qualcuno la tocca. Living Light è davvero sorprendente ma allo stesso tempo molto semplice perché si basa su un processo naturale conosciuto da secoli. La natura agisce da sempre come fonte d’ispirazione per l’innovazione. Ad esempio, alcuni centri di ricerca stanno ricreando la fotosintesi in laboratorio per produrre idrogeno.

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Pila a combustibile microbico.

Evoluzione in corso

La lampada ha tre grandi vantaggi: è auto-sufficiente, ossia non ha bisogno di corrente elettrica o batterie, è sostenibile al 100% e, essendo off-grid (cioè non collegata alla rete elettrica), ha l’enorme potenzialità di poter funzionare in villaggi e paesi senza elettricità.

Living Light ha bisogno solo di luce, terreno e acqua.

Tuttavia essendo ancora un prototipo ha dimostrato alcune problematiche. Innanzitutto la durata: al momento è in grado di produrre mezz’ora di luce dopo essersi “ricaricata” per 24 ore. Il progetto è in continua evoluzione e Van Oers sta lavorando per migliorarlo, per ora uno dei traguardi raggiunti è stato quello di poter illuminare un parco pubblico di Rotterdam solo grazie all’energia microbico-vegetale. La designer e la sua squadra stanno lavorando per rendere Living Light scalabile, ossia efficace anche su larga scala. Un’altra difficoltà riscontrata riguarda il freddo. In Olanda, infatti, il terreno ghiaccia in inverno e le piante bloccano il loro processo vitale, di conseguenza, anche la produzione di energia si interrompe.

Il futuro? Energia pulita per tutti

L’energia è un fattore di sviluppo davvero importante all’interno di una comunità e usare fonti rinnovabili è meglio sia per l’uomo che per l’ambiente. I consumi elettrici sono uno degli elementi chiave da tenere in considerazione per combattere il cambiamento climatico. Attualmente ci sono diversi progetti innovativi in atto per ottenere energia dalle piante: un ragazzo indiano, ad esempio, ha inventato un modo per ricavare elettricità dalle banane. Energia pulita e accessibile a tutti è un sogno possibile con l’innovazione ispirata alla natura.

Fonti: green.it, artbooms.com, materialconnexion.com

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